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Il calore è un principio terapeutico che trova indicazione in numerose patologie dell’apparato muscolo scheletrico; la somministrazione di calore mediante ipertermia avviene in maniera più rigorosa ed efficace di quanto consentito da tutte le metodiche tradizionali; il campo di applicazione spazia dalla traumatologia subacuta in ambito sportivo alle patologie degenerative articolari. Le apparecchiature per ipertermia utilizzano due sorgenti di calore: una per riscaldare i tessuti profondi (sorgente endogena elettromagnetica), l’altra per raffreddare gli stati cutanei (sorgente esogena ad acqua circolante);con l’ipertermia è dunque possibile riscaldare in profondità mantenendo i tessuti esterni ad una temperatura controllata, superando così i limiti dei sistemi tradizionali. Nelle apparecchiature per ipertermia l’energia che riscalda i tessuti viene trasmessa attraverso una sacca di acqua che evita dispersioni e surriscaldamenti garantendo massima sicurezza al paziente e all’operatore. L’effetto fisiologico principale è determinato dalla vasodilatazione del microcircolo ematico locale che favorisce gli scambi fra sangue e liquidi interstiziali favorendo la rimozione degli agenti della infiammazione, l’incremento dei processi riparativi e la rimozione di molecole pesanti attraverso il sistema linfatico. L’aumento di temperatura incrementa l’estensibilità dei tessuti collagenici e genera un effetto spasmolitico sulle fibre muscolari facilitando così lo scorrimento dei tendini nelle guaine, la fluidità del movimento articolare e la riduzione del dolore; in tal modo viene fortemente facilitato il recupero funzionale mediante l’intervento kinesiterapico. In generale il trattamento mediante ipertermia è indicato nelle patologie muscolo- scheletriche derivanti da un processo degenerativo (artrosi), da esiti traumatici (contusioni, ematomi, etc.) o da sovraccarichi funzionali (tendinite, tendinopatie inserzionali, etc.); in particolare l’ipertermia è stata utilizzata con successo nella cura di: - Peritendiniti, Tendiniti, Tenosinoviti, Tendinopatie inserzionali, Tendinosi
- Contratture, Contusioni, Elongazioni, Lesioni I e II grado, Miositi, Ematomi
- Distorsioni, Gonartrosi, Coxartrosi, Cervicoartrosi, Lombatrosi, Rizoartrosi
- Borsiti, Fasciti, Neuromi, Tunnel Carpale e Tarsale
Prima del trattamento è opportuno conoscere in maniera appropriata la patologia e le condizioni cliniche del soggetto ed è, quindi, indispensabile effettuare la terapia su prescrizione medica; si possono infatti annoverare fra le controindicazioni stati neoplastici, tubercolosi, presenza di pace- makers e altre problematiche che richiedono adeguato controllo.
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